Il 3D gli occhiali e i bambini

Ho aspettato a parlare della questione degli occhiali 3D su questo blog per rispetto nei confronti dei bambini e di chi, come me, è genitore ed ha a cuore la salute dei propri figli. La confusione era ed è troppa, ma io ora ho sicuramente le idee più chiare.
Avere a cuore la salute dei propri figli vuol certamente dire proteggerli ma anche e soprattutto accompagnarli nella scoperta del mondo e nell’ultimo anno, nel mondo, c’è stato anche il cinema in 3D.
Un qualcosa che nella mia esperienza li coinvolge, li affascina, li tira dentro, insomma un’esperienza unica importante, divertente, che è bello condividere. Come tante altre cose nella vita, la maggior parte delle quali potenzialmente molto, ma molto più pericolose del 3D, ad esempio andare in bicicletta.
Indipendentemente da quali occhialini e in che condizione fossero quando me li hanno dati nei cinema ho sempre controllato la loro pulizia, ripulendoli comunque personalmente, così come controllo i bicchieri in cui bevono, le posate dei ristoranti, i giocattoli che arrivano a casa, indipendentemente dalla presenza del marchio CE, che è spesso pure falso.
Facendo il mio lavoro sapevo benissimo senza bisogno di (dis)informazione quali sono i pregi e i difetti del 3D e degli occhiali necessari per vederlo. Facendo la persona di buon senso prima di mettere qualsiasi cosa addosso ad un bambino ne controllo l’igiene e se è roba mia sporca me la prendo con me stesso, se è roba che mi danno fuori casa me la prendo con chi avrebbe il dovere di consegnarmela pulita.
Per questi motivi tutta la questione sulla “sicurezza del 3D” esplosa in questi giorni in Italia (unico paese al mondo in cui questo si è verificato) mi ha indignato sia come addetto ai lavori che come semplice spettatore/consumatore.
La confusione si è creata mischiando due problemi: quello dell’igiene degli occhiali non monouso e quello del 3D stesso.
Quello dell’igiene si può risolvere con occhiali usa e getta o, per i sistemi di proiezione che necessitano di occhiali molto costosi, assicurandosi che gli stessi sia puliti con disinfettante (non sterilizzati). In giro se ne leggono di tutti i colori in proposito, c’è una battaglia di pareri, circolari, ricorsi, minacce e quant’altro ma indipendentemente da tutto questo mi sembra che la cosa sia chiarissima a tutte le persone dotate di buon senso.
Quanto al problema di eventuali disturbi alla vista dati dal 3D conviene andare ad informarsi all’estero prima che nel nostro paese, dove ovviamente si sente dire tutto e il contrario di tutto. Infatti da noi il Consiglio Superiore della Sanità in un suo parere (ampiamente contestato perché a leggerlo sembra preso su informazioni perlomeno poco aggiornate) dice che il 3D è controindicato nei bambini di età inferiore ai 6 anni. Ma contestualmente altri esperti e oftalmologi dicono che gli occhiali sono innocui e che ovviamente possono verificarsi problemi in chi ha disturbi alla vista non opportunamente corretti (problemi che si verificherebbero anche leggendo un libro o guardando la Tv). Quindi?
Quindi dicevo che conviene andare all’estero dove, innanzitutto, in nessun paese è stato sollevato un problema analogo, e si leggono cose che sembrano dettate da molto più buon senso e da molta più competenza.
Ad esempio il frammento qui sotto, preso da questo articolo, sintetizza bene un qualcosa di cui in Italia non si è nemmeno sentito parlare:
“The study found what many 3D viewers already knew: the effect causes headaches and blurred vision. That’s because it forces viewers to focus on things in the foreground (which causes eyes to converge) and distance (which causes them to separate) simultaneously. The effect is called “vergence accommodation conflict,” and its unwanted side effects tend to be strongest in younger people.”
C’è quindi chi ha studiato il problema seriamente e lo studio conferma quanto gli spettatori già sanno, ovvero che può venire il mal di testa e si può affaticare la vista perché il 3D ci costringe a mettere a fuoco cose in primo piano che però sono distanti. E’ un effetto collaterale del 3D, più forte per i più giovani.
Ovviamente stiamo parlando di effetti collaterali temporanei, che non si verificano allo stesso modo per tutti gli spettatori e variano da persona a persona, da cinema a cinema, da poltrona a poltrona e da film a film, perché a seconda di come è realizzato il 3D del film la convergenza/divergenza di cui sopra può essere più o meno forte.
Questo studio è riassunto in questo articolo (in inglese) accompagnato da un video che trovo molto esplicativo e che potete vedere qui sotto.
Detto questo penso che ognuno possa e debba giudicare da solo cosa fare. Personalmente continuerò ad andare al cinema con i miei figli a vedere film in 3D e non, così come continuerò a farli andare in bicicletta, a nuotare, e a fare tutto quanto mi chiederanno, compreso giocare a pallone o praticare qualsiasi altra attività, dove ogni attività ha degli effetti collaterali, soprattutto se non praticata con moderazione. Anzi se devo essere sincero tra tutte quelle che mi vengono in mente un paio d’ore di 3D una volta ogni tanto è la cosa che mi preoccupa di meno (ben diverso sarà quando arriveranno televisione e videogiochi in 3D, tempo 5 anni al massimo).
Nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche ostacolo all’esercizio di questa nostra libertà, perché molti cinema corrono il rischio di sequestri e chiusure e quindi potrebbe essere che andando al vostro cinema preferito lo troviate nell’impossibilità di farvi vedere un film in 3D. Se dovesse succedere sarà bene alzare la voce e lamentarsi, non nel cinema, ma con chi ha creato questa situazione per motivi solo a lui noti, creando panico e apprensione per una cosa che avrebbe solo avuto bisogno di chiarezza, senza nemmeno di indossare gli occhiali.
Per ulteriori approfondimenti ho raccolto quasi tutti i miei interventi sul tema qui.








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